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Decorati (Fregonara)

Capitano MARIO FREGONARA

 (Trecate, 5 maggio 1899 – Quota 1615 di Monte Golico (Fronte Greco), 27 febbraio 1941)

Capitano di complemento 8° Reggimento Alpini, Battaglione “Tomezzo”
Comandante 72ª Compagnia

Cap. Mario Fregonara

Nato a Trecate il 5 maggio del 1899 da una famiglia di agricoltori, conseguì il diploma di geometra presso l’Istituto O.F. Mossotti di Novara.
Dopo l’esperienza della Prima Guerra Mondiale, alla quale partecipò come ragazzo del ’99 con il Corpo degli Alpini, egli mostrò la sua grande passione per il mondo agricolo dedicandosi alla conduzione e alla modenizzazione della azienda agricola di famiglia.
In questi anni acquisì un bagaglio di esperienze tale da consentirgli di arrivare a ricoprire la carica di Presidente della Unione Agricoltori di Novara, che segnò il suo ingresso nella vita pubblica. Eletto deputato per due legislature, venne anche nominato Commissario dei Consorzi Agrari nonché, nel 1935, Presidente della Federazione Nazionale Proprietari ed Affittuari Conduttori degli Agricoltori, la più importante delle quattro federazioni nazionali in cui era stata suddivisa la Confederazione degli Agricoltori.
In questo periodo partecipò tra l’altro al salvataggio della Banca Nazionale dell’Agricoltura, di cui ricopri la carica di Vicepresidente, senza perdere il suo attaccamento al mondo agricolo: egli fu infatti uno dei fondatori dell’Ente Nazionale Risi e uno dei più strenui fautori della realizzazione del canale Regina Elena.
A tutto questo rinunciò nel febbraio del 1941 quando il suo forte attaccamento alla Patria lo indusse ad arruolarsi volontario nel Corpo degli Alpini inviato a combattere sul fronte greco. Qui, alla testa della 72° Compagnia del battaglione Tolmezzo, 8° Reggimento, Divisione “Julia”, il 27 febbraio
1941, durante la battaglia del Monte Golico, dopo aver conquistato in condizioni atmosferiche proibitive per due volte la strategica “quota 1615″, cadde in combattimento.
Per il coraggio e la determinazione dimostrati da lui e dai suoi alpini nel resistere fino all’ultimo alla superiore forza del nemico, egli fu insignito della Medaglia d’Oro al Valor Militare.
Tale coraggio e caparbietà furono testimoniati anche dallo stesso comandante nemico Catsotas, che riconobbe come la “quota 1615” poté essere riconquistata solo dopo la morte del Capitano Mario Fregonara.
E a ricordo del Capitano Mario Fregonara è intestato il labaro della sezione novarese della Associazione Nazionale Alpini.

 

Motivazioni della Medaglia d’Oro al valor militare “alla memoria”

“Alla testa di una compagnia alpina, da lui forgiata in solido strumento di guerra, attaccava, in terreno impervio ed in condizioni atmosferiche proibitive per il gelo e l’infuriare della tormenta, munite posizioni avversarie, ed a colpi di bombe a mano e di pugnale riusciva ad avere ragione del nemico, che posto infuga, abbandonava armi e materiali. Contrattaccato una prima volta e costretto a ripiegare, riordinava i superstiti e, con estrema decisione ed indomito coraggio, contrassaltava e respingeva l’avversario, rioccupando la posizione. Sopraffatto nuovamente da soverchianti forze, sempre primo dove maggiormente infuriava la lotta, opponeva disperata resistenza sino a quando veniva colpito a morte. Fulgida figura di eroe, nobilissimo esempio di audacia, abnegazione e amor di Patria”.

 

R.D. 2/10/1942, registrato alla C.d.C il 4/11/1942. Guerra, registro 41, pag.210 (B.U. 1942, disp. 125^ pag. 10273).

 

 

 

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