Trentennale del Gruppo di Bellinzago
Bellinzago, 3 maggio 2026
Trenta candeline sono state spente dal Gruppo di Bellinzago domenica 3 maggio 2026, giorno in cui il gruppo ha festeggiato il proprio trentesimo anniversario di costituzione.
Trent’anni possono sembrare pochi a qualcuno, soprattutto se confrontati con la storia ultracentenaria della Sezione o a quella di qualche altro gruppo ben più longevo; eppure, se andiamo a sfogliare le pagine di questo libro fatto di tre decenni, possiamo vedere quante persone si sono avvicendate, e quante iniziative sono state fatte, sempre per il bene della comunità e ispirati dai valori alpini che i nostri padri ci hanno tramandato, come hanno ricordato anche il Capogruppo Andrea Apostolo e il Sindaco di Bellinzago Fabio Sponghini.
Come si può leggere nella Storia del Gruppo di Bellinzago, «Il 25 novembre 1996, alla presenza del Presidente Sezionale Achille Ugazio, del Vicepresidente Sezionale Dante Capra, del Segretario Sezionale Giorgio Taccola, del Tesoriere Sezionale Ludovico Rodolfi e del Capogruppo di Marano Ticino Giuseppe Gattico si indìce la riunione costitutiva del gruppo ed alle ore 21:29 nasce ufficialmente il Gruppo Alpini di Bellinzago. Il primo Consiglio Direttivo che ha segnato la svolta vedeva come Capogruppo (in carica fino al 2002) Claudio Miglio, con Vice-capogruppo Giuseppe Apostolo, Segretario Nicola Bovio, Tesoriere Claudio Borzini e come Consiglieri Ermanno Apostolo, Secondo Apostolo, Remo Baggio, Giovanni Fortina, Graziano Gavinelli, Maurizio Gibbin, Pierluigi Marchi (Alfiere), Moreno Miglio, Roberto Miglio, Alessandro Vecchio e Roberto Vecchio».
La festa si è svolta in una bella e calda domenica di inizio maggio, con il programma tradizionale, iniziato con l’Alzabandiera presso la piazza del municipio, per poi sfilare, accompagnati dalla Fanfara Valle Elvo, prima al Monumento ai Caduti, poi al Monumento degli Alpini, posti nei quali sono stati resi gli Onori ai Caduti.
Le allocuzioni hanno visto il saluto dapprima del Capogruppo Andrea Apostolo, che ha ringraziato tutte le autorità e tutti i convenuti, seguito da quello del Sindaco Fabio Sponghini e del Vicepresidente provinciale Andrea Crivelli. Ha poi preso la parola il Presidente Sezionale Marco Caviggioli, che è stato anche il terzo Capogruppo di Bellinzago, e che ha espresso la propria commozione per l’evento, evidenziando come, se non fosse nato il gruppo Alpini a Bellinzago, probabilmente ora non sarebbe qui in veste di Presidente Sezionale. La Sezione e il Consiglio Direttivo hanno voluto omaggiare il gruppo con una targa ricordo.
Il corteo è poi proseguito in direzione della Chiesa di Sant’Anna, dove è stata celebrata la Santa Messa da parte di Don Marco Gaiani, durante la quale è stata letta la Preghiera dell’Alpino e intonato il “Signore delle cime”.
All’uscita della chiesa la cerimonia si è conclusa con l’Ammainabandiera.
A seguire, il momento conviviale con il pranzo presso l’Oratorio, al quale ci siamo diretti in corteo preceduti dalla Fanfara. Qui, grazie al preziosissimo supporto dei cuochi volontari dell’AIB e dei ragazzi dell’oratorio, il pomeriggio è trascorso in allegria, tra buon cibo, brindisi e l’intrattenimento dei musicanti. Nelle pause tra le varie portate, c’è stato anche il momento per la consegna delle targhe ricordo ai sacerdoti, alla Fanfara, al rappresentante della sezione ospite di Omegna, e soprattutto a tutti gli ex-capigruppo, a partire da Marco Caviggioli, che in qualità di presidente sezionale ha poi omaggiato Claudio Miglio (purtroppo assente), Maurizio Gibin, Pier Luigi Marchi, Roberto Vecchio e Andrea Apostolo.
Un breve carosello della Fanfara nel campo da calcio dell’oratorio ha concluso la giornata a pomeriggio ormai inoltrato.
Il Capogruppo e tutto il CDS desiderano ringraziare tutti coloro che si sono prodigati per l’allestimento e l’organizzazione dell’evento, in tutte le sue forme, la Parrocchia, l’Oratorio, e soprattutto tutti coloro che con la loro partecipazione hanno permesso di aggiungere un altro piccolo tassello alla storia trentennale del Gruppo di Bellinzago.
Mauro Boles
