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Storia Gruppo Bellinzago

Il 1996 segna per il Gruppo Alpini di Bellinzago una data storica.
Il 25 novembre di questo stesso anno, infatti, di fronte alla presenza del Presidente Sezionale Achille Ugazio, del Vice Presidente Sezionale Dante Capra, del Segretario Sezionale Giorgio Taccola, del Tesoriere Sezionale Ludovico Rodolfi e del Capogruppo di Marano Ticino Giuseppe Gattico si indìce la riunione costitutiva del gruppo ed alle ore 21:29 nasce ufficialmente il Gruppo Alpini di Bellinzago.

Di seguito i nomi di chi ha fatto parte del primo Consiglio Direttivo che ha segnato la svolta:
Capo Gruppo (in carica dal 1996 al 2002):    Claudio Miglio
Vice Capo Gruppo:                Giuseppe Apostolo
Segretario:                    Nicola Bovio
Tesoriere:                    Claudio Borzini

Consiglieri: Ermanno Apostolo, Secondo Apostolo, Remo Baggio, Giovanni Fortina, Graziano Gavinelli, Maurizio Gibbin, Pierluigi Marchi (Alfiere), Moreno Miglio, Roberto Miglio, Alessandro Vecchio, Roberto Vecchio.

Sembra strano che prima di allora nessuno,  fra la centinaia di Alpini in congedo residenti in paese, avesse prestato la propria voglia di fare. Ma la realtà è diversa: molti di loro, infatti,  si erano iscritti a gruppi limitrofi, non trovando questa associazione nel proprio territorio, e così alla fine, incontrandosi, decidono di farsi sentire e di inserirsi nel tessuto sociale cittadino in piena regola.

Con una lettera al Ricreo, settimanale del posto, il Gruppo si presenta in questo modo ai suoi bellinzaghesi:
“[…] Siamo semplicemente un insieme di persone legate dall’aver trascorso un periodo più o meno lungo e più o meno bello della nostra vita nelle truppe Alpine.
Abbiamo deciso di dar vita a questo Gruppo, non per poter dire: ecco, adesso anche e Bellinzago ci sono gli Alpini, ma per provare a fare qualcosa di socialmente utile. Abbiamo già studiato e studieremo insieme a voi, iniziative che possano contribuire a dare una mano a chi ha bisogno, a Bellinzago, senza cercare obiettivi suggestivi ed irrealizzabili […]”

Da lì le iniziative si moltiplicano: dopo la prima castagnata del 22 dicembre 1996, il cui ricavato ha contribuito al restauro del campanile della chiesetta dell’Oratorio Vandoni, seguono parecchie occasioni per invitare la gente alla solidarietà, proponendo, in cambio, momenti di svago e partecipazione. Come i tradizionali pranzi all’aperto, che diventano sempre più amati in paese e portano grande consenso di pubblico. Inizialmente si sceglie la rilassante atmosfera del laghetto, nel Parco del Ticino, e successivamente il più centrale giardino dell’Oratorio Maria Bambina. Inutile ribadire che la percentuale maggiore del ricavato è sempre indirizzata verso intenti umanitari, dal 1996 al 2000 principali destinatarie sono le missioni, successivamente altre opere filantropiche via via necessarie.

Altre idee vincenti riguardano eventi sportivi di interesse nazionale, come la trasmissione delle partite calcistiche in occasione dei mondiali del 2006 e degli Europei del 2008, entrambi in piazza Sant’Anna.

Tra le varie proposte offerte alla popolazione locale non devono essere dimenticate le serate con i Cori Alpini, ripetute in più occasioni, che hanno visto la presenza di Cori di alto livello ed hanno sempre riscosso un buon successo di pubblico.

Ritornando invece alle date, un’altra va ricordata con orgoglio sia del Gruppo sia da Bellinzago: 8 ottobre 2000.
Dopo qualche anno di attività sul territorio e dopo non poche discussioni al proprio interno, il Gruppo decide di donare alla popolazione un cippo, per perpetuare la memoria e lo spirito che anima tutti gli Alpini.
Dopo aver ricevuto parere positivo dall’Amministrazione Comunale, il Gruppo commissiona la lavorazione di un cippo di granito presso le cave di marmo Piralla di Mergozzo.
Il cippo in origine avrebbe voluto rappresentare una penna stilizzata che poi è risultata “mozza” perché, per motivi “burocratici”, viene tagliata nella parte superiore.
Finalmente, l’8 ottobre del 2000, in occasione della festa del Gruppo, il capogruppo Claudio Miglio con la madrina Clara Bovio, inaugura il monumento e contestualmente viene intitolato agli Alpini d’Italia anche il parco che lo ospita.
Teniamo a raccontare la storia del monumento perché rappresenta il percorso degli ultimi anni e la tenacia con cui questi Alpini hanno saputo imporsi sulle varie vicissitudini che seguono questa prima celebrazione.

Nel 2006, in occasione del decennale del Gruppo, si decide di completare l’opera che sembrava incompiuta e domenica 15 ottobre viene inaugurata dal successivo capogruppo Marco Caviggioli, con madrina la figlia Sara, un’aquila di bronzo posta sulla sommità del cippo.
Incredibilmente l’aquila viene rubata da ignoti nei primi giorni di Agosto del 2008, ma il Gruppo non si perde d’animo e con la raccolta di fondi, tramite una cena di solidarietà organizzata in collaborazione con l’Oratorio Vandoni, decide di  ripristinare l’aquila facendola realizzare, in vetroresina antichizzata, dallo scultore novarese Costantino Peroni.
Il 3 maggio 2009 con i festeggiamenti dedicati al “Ritorno dell’aquila”, il capogruppo Marco Caviggioli ricorda come gli Alpini non si fermino di fronte alle difficoltà, ma con coraggio e determinazione siano sempre pronti ad affrontarle e a risolverle. Inoltre, la nuova aquila, anche se diversa  dalla precedente, vuole rappresentare,  oltre ai  motivi simbolici  che di per sé racchiude, un rapporto di vera amicizia tra il paese ed il Gruppo.

Le disavventure per il monumento non sono ancora finite poiché segue il furto della targa commemorativa che avviene all’inizio di settembre 2009. A questo nuovo oltraggio pone rimedio l’Amministrazione Comunale che, in tempi rapidi, fa ripristinare una nuova targa, presentata in occasione della commemorazione del 4 Novembre dello stesso anno.

Sicuramente un monumento giovane, dalla vita abbastanza travagliata, ma, in fondo, indistruttibile!

E sempre nell’occhio del ciclone… con l’anno 2010 le sorprese non sono terminate poiché nella tarda primavera viene rinvenuta la targa commemorativa, e cosa ancor più stupefacente è la restituzione della vecchia aquila, da parte di ignoti, che viene fatta ritrovare presso la sede del Gruppo alla fine di giugno. Attualmente è conservata presso la sede del gruppo.

Certamente queste notizie hanno suscitato molto clamore nel paese non solo perché se ne sono occupati anche i media locali, ma soprattutto perché i cittadini provano molto interesse per  il “mondo” dei loro Alpini e si dispiacciono quando bravate simili intaccano gesti e memorie degne di assoluto rispetto.

Dopo le pene del monumento ricordiamo le gioie parlando di un grande riconoscimento consegnato al Gruppo: il Premio Nazionale di Fedeltà alla Montagna ottenuto grazie al lavoro svolto dall’Alpino Marco Gavinelli per il recupero delle trincee sul monte Freikofel.
Per far conoscere meglio questa attività meritoria, il Gruppo ha organizzato nel Novembre del 2008 una serata intotalata “Alpini sui sentieri della Storia” che ha visto la partecipazione del gruppetto di Alpini Novaresi che da anni si dedicano a questi lavori. La serata ha goduto di un ottimo successo ed ha visto la sala dell’ex vecchio forno gremita in ogni ordine di posto ed è stata ritenuta meritevole di menzione anche sul giornale nazionale L’Alpino.

I Capigruppo

1996 – 2002        Claudio Miglio
2003            Maurizio Gibbin
2004 – 2013        Marco Caviggioli
2013 – 2016        Roberto Vecchio
2016 – 2019        Pierluigi Marchi
2019 – in carica    Roberto Vecchio

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