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76° Anniversario Eccidio di Ghemme 2021

76° Anniversario Eccidio di Ghemme

6-7 marzo 2021

 

Foto e Articoli tratti dalla pagina Facebook del Comune di Bellinzago Novarese.
https://www.facebook.com/Comune-di-Bellinzago-Novarese-100129894728749

Ghemme

La testimonianza di Costanza Arbeja, detta Nini, di 94 anni, Presidente Onorario dell’Associazione Culturale Stella Alpina, #partigiana #combattente, unica testimone di quel tragico momento della fucilazione dei 10 giovani, 7 bellinzaghesi, avvenuta a Ghemme il 6 marzo 1945. Con lei, Piero Beldì, Vicepresidente della Associazione Casa della Resistenza di Fondotoce e i Sindaci di Bellinzago Novarese e di Ghemme.

Grazie Nini!
“Costanza Arbeja nasce a Oleggio nel 1926. In seguito si trasferì con la famiglia a Borgosesia.
Fin dal 1943 tutta la famiglia fa la scelta di aderire al movimento di Resistenza al fascismo, aiutando e proteggendo i militari fuggiaschi per aggregarli alle formazioni partigiane di Moscatelli.
Costanza partecipa già a 17 anni attivamente alla lotta partigiana sia come crocerossina, sia nelle operazioni militari, nelle formazioni partigiane della “Nello” e in distaccamenti vari, anche quando il regime mette in carcere tutta la sua famiglia.
All’inizio del ’45 è chiamata a far parte del CIP (Centro Informazioni Partigiane) e inviata in missioni delicate, molto pericolose e di fondamentale importanza per tutto il movimento partigiano.
Dopo la Liberazione diventa la prima Segretaria Anpi di Borgosesia.
Ancora oggi è un’incessante e appassionata divulgatrice di memorie della Resistenza.”

Per la Sezione di Novara presente il Vessillo Sezionale, scortato dal consigliere Claudio Crepaldi con alfiere l’alpino Luigi Frigato. Presenti anche alcuni alpini del gruppo di Sizzano con il gagliardetto.

Bellinzago Novarese

Come ogni anno abbiamo commemorato i 10 giovani partigiani, 7 bellinzaghesi, fucilati a Ghemme il 6 marzo 1945.
Ieri a Bellinzago, oggi a Ghemme, abbiamo ricordato il sacrificio dei nostri giovani in nome della libertà.
Alla presenza delle autorità, dei rappresentanti di Anpi, delle associazioni d’arma e combattenti, abbiamo oggi avuto la fortuna di ascoltare la testimonianza emozionante e preziosa di Costanza Arbeja, unica testimone del drammatico momento della fucilazione dei nostri giovani.

Vi riproponiamo in fondo all’articolo il video del suo intervento, le sue parole, la sua emozione, la tristezza ed orrore di quel tragico episodio ancora viva ed indelebile nei suoi ricordi.
Riportiamo invece qui sotto il discorso del Sindaco di Bellinzago, Fabio Sponghini.

«Lo scorso anno, quando ci radunammo qui, ignoravamo cosa sarebbe avvenuto.
Lo scorso anno ho iniziato il mio intervento con queste parole: “Erano giovani”; quest’anno vorrei fare lo stesso, vorrei concentrarmi sui giovani.
Non solo sui dieci eroi ingiustamente fucilati a Ghemme e per questo come eroi ricordati, ma in particolare sui giovani di oggi.
Ritengo infatti che un parallelismo ci sia, neanche troppo azzardato, perché mi pare che in un certo qual modo, anche oggi stiamo obbligando i nostri giovani a scegliere se essere eroi o trasformarsi in dissidenti o disadattati.
La differenza sta forse nel fatto che 76 anni fa i ragazzi potevano scegliere davvero e dieci di loro hanno scelto di sacrificare il bene più prezioso, la loro vita, in nome della libertà.
Mi si dirà che oggi non siamo in guerra, non abbiamo nemici da combattere né oppressori da cacciare, risponderò: “DAVVERO?”
Lo abbiamo eccome un nemico da combattere, invisibile e subdolo, dunque insidioso, ma soprattutto a sua volta generatore di guai peggiori: isolamento, disagio, paura…
I nostri giovani, seppur liberi come noi grazie ai martiri che oggi ricordiamo, sono privati dell’oggi, soffocato da mille costrizioni, e incapaci di guardare ad un futuro avvolto nell’incertezza con l’ottimismo e l’entusiasmo che sarebbe naturale alla loro età.
I martiri di Ghemme, privati del domani, lottavano nella speranza di un futuro migliore per loro e tutte le generazioni a venire, erano animati da questa fiamma ardente che li rendeva fiduciosi e coraggiosi.
Quella luce, negli sguardi dei nostri giovani, non c’è, perché a loro sembra sia stato tolto anche l’orizzonte. Ritengo che di questo ognuno debba sentirsi responsabile, non solamente noi amministratori o gli educatori o gli insegnanti o i genitori, perché i giovani sono il futuro di tutti e dovrebbero quindi essere oggetto delle attenzioni di tutti anche nel presente.
Mi rendo conto della complessità della questione che ho sollevato e del fatto che non esistano soluzioni facili… forse sarebbe però un buon inizio se riuscissimo a riconoscere gli sforzi e i sacrifici quotidiani che i più piccoli della nostra comunità sono costretti a sopportare da un anno a questa parte: le loro forzate rinunce al gioco, agli amici, alla possibilità di muoversi liberamente, alle esperienze formative tipiche della loro età, la fatica dello star rinchiusi, l’ansia del sentirsi in un tunnel di cui non si vede l’uscita e la sofferenza per la perdita di persone care. Sarebbe bello se riconoscessimo questi sforzi che, a loro modo e nel loro piccolo, costituiscono una resistenza, anche se certamente meno eclatante e radicale di quella Resistenza con la R maiuscola che ricordiamo oggi. Anzi, sarebbe doveroso farlo, interrogandosi su come poter garantire ai piccoli di oggi un futuro degno di essere vissuto domani, in modo da non rendere vano il sacrificio dei giovani di ieri.
Troppo comodo sarebbe sennò, dedicare un’ora di tempo a far memoria di un passato lontano, se questa memoria non ci rendesse migliori oggi.»

Il Sindaco di Bellinzago Novarese
Fabio Sponghini

Per la Sezione di Novara erano presenti il Vessillo Sezionale, scortato dal Presidente Marco Caviggioli con alfiere il consigliere Piermario Bonsignore. Presente anche il gagliardetto di Bellinzago e alcuni alpini del gruppo.

 

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